ABoZers’ Blog

morbin = aggigghio

Posted in Uncategorized by aboz on 22/02/2009

(scusandomi per il ritardo, chiamato in causa, rispondo)

l’unica mia conoscenza pregressa sull’espressione è aver sentito Paolo Rossi, nella canzone Angelo, dire – in fin di ritornello, con tono supplichevole – “portame le mule che g’ho il morbin“.

Ora mule vuol dire ragazze.

Io avevo capito il senso della frase ed immaginavo cosa l’io narrante volesse fare con/alle ragazze.

Non conoscendo ancora il termine “morbin” avevo udito  male ed inteso “morbill” (morbillo).  Quindi avevo equivocato la frase pensando che si alludesse, in tono scherzoso,  al contagio – indotto – delle malattie esantematiche che, ai miei tempi si praticava (anche se non per via sessuale, ahimè).

La triestina a strisce mi spiegò poi – non senza imbarazzo – che morbin vuol dire ben altro (e che la frase era meno fantasiosa ed immaginifica di quanto io avessi pensato).

Quindi morbin vuol dire sì “argento vivo, irrequietezza” ma quello è – direi – l’effetto:  la causa essendone l’eccitazione.

Un buon succedaneo italiano, che ne mantiene anche l’ambiguità allusiva,  potrebbe essere quindi “fregola” o nell’uso originario “orgasmo” (cfr. qui).  Ci sarebbe anche  l’aggettivo “febbrile”, che oltretutto si ricollega all’idea di “piccolo morbo” che morbin forse implica,  ma non c’è il sostantivo.

Ora il bello è che, in molfettese,  esiste una perfetta traduzione di morbin che vuol dire sì “eccitazione (sessuale)”  ma ha anche sfumature di passione/interesse/rapimento non immediatamente legate al ristagno  del sangue nei corpi cavernosi.

La parola è aggigghio.

In gioventù – nei lunghi pomeriggi d’estate  – con gli amici ci capitava di cantare in coro, sulle note di un noto brano di P.Conte portato al successo da Celentano:

aggigghio, il pomeriggio è troppo aggigghio e luuuuungo, per me/mi acorgo… etc.

beata gioventù.

lexically yours

aboz

P.S. 1:  (con riferimento al “morbill” di cui sopra)  P. rossi no ma almeno Elio (di EELST) ha veramente cantato il verso:

viva il contatto tra lingue differenti/viva il contagio che genera i degenti (e anche quello che segue col morbin e la gioventù  ha a che fare…)

P.S. 2:  in molfettese c’è una lunga tradizione di storpiatura comica dei testi delle canzoni in voga… ma di questo vi parlerò in un altro post.

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