ABoZers’ Blog

Un racconto edificante

Posted in Uncategorized by aboz on 13/01/2009

Un beneficio è sempre ricompensato.

RACCONTO

Con passo frettoloso e col viso allegro e giulivo un giovane studente per nome Edmondo Derval si avviava ad un convegno per andare con diversi suoi amici a fare una scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo cammino da un crocchio di gente che attorniavano un poveretto steso al suolo. A tal vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia smunta e macilente di quel giovane infelice domandò alla folla che gli era accaduto. È ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma per carpirci qualche soldo; è colto da apoplessia, dicevano gli altri. Derval lo esaminò attentamente, e disse indignato a chi osava ingiuriare il poveretto:

—Largo, signori, concedetegli un po’ di aria; quest’uomo è estenuato dalla fame.

E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi a tre giovanetti vicini:

—Animo, disse loro, aiutatemi a portare questo disgraziato nella vicina osteria; gli faremo ingoiare qualcosa.

E seguiti dalla folla che benedicevano quel [Pag. 12]giovane pietoso, entrarono, e deposto l’affamato su una banca, Edmondo domandò una tazza di brodo e un bicchier di vino del più buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo vivificante, l’infelice aprì gli occhi, sollevò un po’ la testa e compreso cosa eragli accaduto:

—Grazie, disse ad Edmondo con uno sguardo languido, ma espressivo, Dio ve ne compenserà.—E a lenti sorsi trangugiò il resto della bevanda ristoratrice. Derval gli fece anche portare un bel pezzo di vitello, e raccomandato al suo protetto di mangiare lentamente, chiamò l’oste, gli diede una moneta da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di consegnare il resto a quel povero giovane, e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì.

Intanto l’ora del convegno era trascorsa, ed il borsellino s’era impicciolito, ma egli lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò a casa col cuore soddisfatto di avere fatto una buona azione. L’indomani a’ suoi amici, che gli domandavano perchè non era intervenuto a una così bella gita, raccontò il fatto, ed essi lo approvarono dicendo che una così rara soddisfazione valeva meglio che i folli piaceri d’una scampagnata.

—Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al poverello? gli domandò un amico.

—Sicuro, era l’ultimo pezzo da lire 5 che mi rimaneva, rispose egli.

—Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro giorni alla fine del mese, puoi abbisognare di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben fornita, ma io la metto a tua disposizione!…

Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 scoppiava. La plebe inferocita sfogava il suo furore da lungo tempo represso su tutto ciò che le pareva colpevole. L’aristocrazia fuggiva, il re era prigione, l’esercito disfatto. Nel decimo giorno circa del furore plebeo un giovane elegantemente vestito si difendeva a stento dalle ingiurie e pur troppo dalle busse dei popolani, e certamente non sarebbe uscito di là colle proprie gambe se un giovane operaio, fattasi la via a forza di gomiti, non avesse fatto il largo attorno al nostro eroe con due poderosi pugni. E presolo per mano gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un amico del povero, un consolatore degli afflitti; senza di lui io sarei morto di fame» E rivoltosi al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò a casa, questo quartiere non è sicuro per voi!»

Quell’operaio era l’affamato dell’osteria, quel giovane elegante era Edmondo Derval!

2 Responses

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  1. rednose said, on 13/01/2009 at 12:15

    come posso trovare lo parole per esprimere a mia opinione …

    CHE CULO!!

    ahahahah🙂

    P.S.
    aboz mi sembra stia diventando parecchio auilico … :-O

  2. stripedcat said, on 13/01/2009 at 20:12

    Dal Dizionario Medico del Professor Tasmy:

    AULIACHIA: patologia legata all’aboozo di sostanze stupefacenti da pavimentazione (cfr. francesismo beur-algerino: “Dis-donc, t’as fume’ la moquette ou quoi?”) – provoca erezioni cutanee sottoforma di aforismi, aboozismi et similia.


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